Scuola di Titù – Porte Aperte 2021

DOMANDE FREQUENTI

1.       Principali differenze tra la Scuola di Titù e la scuola tradizionale nella Pedagogia e nella Didattica.

La scuola di Titù aspira a realizzare un’esperienza scolastica in cui i bambini possano crescere nella loro “integrità” e completezza: negli aspetti cognitivi e conoscitivi; nella creatività e nella sensibilità; nelle abilità manuali e nella salute psicofisica.

L’idea è quindi di coltivare nei bambini, oltre alle competenze di base, anche un’esperienza educativa che coinvolga Mani, Mente e Cuore.

Per questi motivi si procede, fin dalla prima classe, contessendo d’arte le varie discipline: arte intesa non come una semplice aggiunta di attività musicali, recitative, pittoriche, di scultura, di euritmia – che pure ci sono – ma soprattutto come arte insita nel modo stesso dell’insegnante di presentare le varie discipline.

Lavorare “per immagini”, rintracciare i fili che collegano le cose tra di loro e all’essere umano, significa ritrovare ciò che le cose e gli esseri sono ed esprimono prima di venire catalogati, definiti, analizzati.

Come la lingua madre si impara ben prima di studiare la grammatica, che pure ne costituisce lo scheletro, così tutte le discipline vengono proposte in modo creativo e ricco di immagini per giungere in un secondo tempo alla sistematizzazione “scientifica”.

Compito fondamentale del nostro progetto pedagogico è dunque quello di coltivare le specifiche qualità personali (“talenti”), rendendole feconde per la realizzazione del singolo individuo e per la sua attiva partecipazione alla  vita sociale.

La scuola, pertanto, si propone di aiutare ogni bambino – essere unico e irripetibile – a crescere in modo equilibrato, sviluppando armonicamente i tre ambiti delle “facoltà” umane:

  • facoltà o sfera del Volere: sviluppare le abilità di espressione corporea, nell’artigianato, nell’arte e nel movimento-sport => nell’adulto questo si tradurrà nella capacità di inserirsi e di agire sensatamente nel mondo (“saper fare”).
  • facoltà o sfera del Sentire: sviluppare le facoltà relazionali, il rispetto e l’empatia verso ogni forma di vita e la tolleranza verso le diverse concezioni del mondo => nell’adulto questa facoltà si sostanzierà nella capacità di percepire e comprendere gli altri e sé stessi (“saper essere”).
  • facoltà o sfera del Pensare: sviluppare un pensiero corretto e aderente alla realtà => questo renderà l’adulto capace di percepire e di comprendere il mondo (“saper comprendere”).

2.       Principali differenze tra la Scuola di Titù e la scuola tradizionale nell’Organizzazione Sociale

Accanto alla ricerca pedagogica e didattica, il progetto di Titù ritiene indispensabile che in una comunità scolastica, si coltivi anche la ricerca sociale.

Infatti la crescita dell’essere umano avviene nello stesso modo in cui avviene la crescita di un seme nel terreno:  è la qualità del suolo che fa la differenza. La comunità scolastica è un vero proprio “terreno” in cui il bambino si nutre e respira.

La comunità non dovrebbe quindi essere un recettore di pensieri sempre uguali a sé stessi, bensì un delicato e complesso “ecosistema”, con meccanismi ed equilibri interni e al contempo aperto alle influenze esterne.

Per esempio, è evidente che crescere in un ambiente in cui gli adulti si sforzano di essere aperti, privi di pregiudizi o dogmatismi, renderà gli esseri umani a loro volta aperti e privi di pregiudizi; un ambiente  curioso  farà crescere individui curiosi; un ambiente in cui si sorride e fluisce l’umorismo, renderà gli individui capaci di sana autoironia … Si tratta dunque di mettere in atto, accanto all’offerta “formativa” rivolta ai  bambini/ragazzi, una proposta “evolutiva” rivolta agli adulti che li accompagnano nel loro percorso formativo.

3.       Qual è la pedagogia di riferimento

La didattica della “Scuola di Titù” si fonda sulla pedagogia Waldorf: si tratta della pedagogia sviluppata e descritta da Rudolf Steiner nei primi decenni del XX secolo, in cui la didattica si fonda su un’idea “antropologica” ben definita, ossia su una particolareggiata descrizione dell’essere umano e del suo percorso evolutivo.

Un progetto educativo di questo tipo stimola l’insegnante a esercitare continuamente la propria creatività, e lo invita a seguire con sensibilità e in modo armonico i bambini nelle loro tappe di crescita, usando le materie di insegnamento non solo e non tanto come fini a sé stesse, ma anche come strumenti per sostenere lo sviluppo psicofisico del bambino (in tal senso l’insegnamento si configura anche come un fattore di “salutogenesi”).

L’insegnante si troverà quindi sempre nella disposizione d’animo sia di ricercare delle soluzioni dal punto di vista didattico e pedagogico all’interno di una classe, sia di rispondere alle particolarità di un singolo bambino. L’educazione dovrà, tramite lo studio e la pratica delle materie, soprattutto favorire una crescita armonica, in equilibrio fra apprendimento intellettivo, maturazione affettiva e relazionale, abilità corporee e manuali.

Il tutto sempre mediato dall’elemento artistico che ciascun docente pone alla base di ogni insegnamento perché “chi non è vissuto nell’elemento della bellezza, chi non si è conquista la verità per mezzo suo, non potrà accogliere dentro di sé la pienezza dell’umano, che lo prepari ad affrontare le sfide della vita” R. Steiner.

Infatti, un’educazione artistica educa la volontà e dalla volontà dipende tutto il resto.

4.       Quali sono le materie d’insegnamento principali

Lo scopo delle attività scolastiche è, oltre l’alfabetizzazione, quello aiutare il bambino a crescere salvaguardando le proprie forze di salute, mantenendo un equilibrio fra “mente, mani e cuore”. L’orario scolastico è perciò pensato con un ritmo semplice e fluido, in cui vi sia una alternanza tra: materie dell’intelletto; materie artigianali   e del movimento; materie artistiche.

“Il ritmo genera forza”. Le materie vengono presentate con un orario ‘pulito’ e non frammentato. Il lavoro manuale viene praticato regolarmente tutti i giorni e alla stessa ora, così come l’inglese. Per coltivare bene l’inglese si rinuncia per ora alla seconda lingua nella scuola primaria.

Di prassi, le materie artistiche (pittura, modellaggio creta, musica, recitazione e teatro) vengono proposte nel pomeriggio, dopo il pranzo, quando è più difficoltoso affrontare le materie più concettuali, mentre la struttura  delle lezioni mattutine è identica in tutti i giorni.

5.       In cosa consiste l’insegnamento modulare (o “a epoche”)

Le materie vengono suddivise in due tipi:

  • materie principali, impartite da insegnanti di riferimento (per es: italiano, matematica, storia, geografia, scienze).
  • materie ‘continuative’ o ‘ritmiche’, impartite da insegnanti specialisti (inglese, tecnologia/lavoro manuale, arte, musica, movimento-sport).

La materia principale viene svolta a ‘epoche’, o ‘moduli’ di 4-5 settimane, ogni giorno, senza interruzione. Ciò permette al bambino di immergersi e approfondire gli argomenti fino a raggiungere una completezza e una elaborazione efficace degli argomenti proposti.

In questo periodo di tempo l’insegnante, per mezzo dell’arte (poesia, disegno, pittura, musica, canto, recitazione) farà in modo di collegare e coltivare l’elemento della bellezza a contenuti didattici. Questo  “collegamento” tra  arte e scienza crea nel bambino la giusta dose di entusiasmo che gli permette di arrivare alla conoscenza.

L’insegnamento delle materie didattiche si svolge nell’arco della mattinata per circa due ore consecutive. Questa durata della lezione consente di:

  • ricordare quanto è stato elaborato nella lezione del giorno precedente
  • di riportare nel quaderno quanto appreso
  • introdurre e sviscerare un nuovo aspetto della materia che si sta affrontando.

Durante la lezione si stimola i bambini nella ricerca dei contenuti attraverso la loro esperienza pratica  in  modo da collegare quanto vivono con ciò che poi diventerà un concetto, oppure, se la materia lo richiede, sarà fatto   un passaggio successivo dalla conoscenza all’esperienza (vedi ad esempio la storia, durante l’epoca si può raccontare le vicende di un popolo e poi si potrà condurre i bambini in una gita nella quale essi potranno rivedere ciò che hanno conosciuto in classe).

Particolare attenzione viene data ai quaderni, veri e propri libri (*) sui quali vengono annotati gli apprendimenti. Essi diventano delle piccole opere d’arte perché oltre che ricchi di contenuti vengono aggiunti disegni e spesso anche poesie.

(*) nella pedagogia Waldorf i quaderni diventano i libri di testo dell’allievo.

Una volta conclusa l’epoca, la materia viene lasciata ‘maturare’, quindi i contenuti potranno essere ripresi nell’epoca successiva (dopo un paio di mesi circa a seconda della materia) e sviluppati ad un livello superiore.  Le materie continuative, o ‘ritmiche’, vengono invece coltivate per tutta la durata dell’anno scolastico con un  ritmo settimanale cadenzato. Queste attività richiedono esercizio costante in modo tale da farle diventare delle facoltà con le quali il bambino può divertirsi insieme ai suoi compagni e diventare autonomo.

6.       C’è un insegnante di  riferimento?

Nell’età del primo ciclo di istruzione è importante che il bambino/ragazzo abbia almeno una figura di riferimento che lo conosce bene. Tale figura, proprio perché conosce il bambino, potrà usare le materie  come strumento atto a favorire lo sviluppo e non come fini a sé stesse.

La collaborazione tra gli insegnanti si sviluppa tramite approfondimenti dei principi fondanti della scuola e lo scambio relativo alla programmazione didattica-pedagogica.

Nella “Scuola di Titù” assume il ruolo di coordinatore di classe (c.d. maestro unico), il docente che impartisce gli insegnamenti principali, che è anche responsabile dello sviluppo del programma didattico e della relazione con    i genitori.

7.       Come si lavora con una Pluriclasse?

Nella scuola primaria le classi sono organizzate in pluriclassi. Con questa modalità didattica l’insegnante alterna l’insegnamento della materia e l’assegnazione del compito in base ai livelli della pluriclasse. Quindi, durante la stessa lezione alcuni alunni svolgono un compito mentre gli altri seguono l’insegnamento di nuovi contenuti, imparando così a lavorare in autonomia. Si impara l’importanza dell’aspettare educando al rispetto altrui.

Gli alunni sono solitamente in numero ridotto, quindi gli insegnanti possono avviare in modo più agevole interventi individualizzati.

Inoltre, questo consente ai più piccoli di provare ammirazione e desiderio emulativo nei confronti dei risultati ottenuti dai più grandi, parallelamente, sviluppa in questi ultimi un senso di  protezione e supporto nei riguardi  dei compagni più giovani.

8.       Qual è il ruolo e il coinvolgimento dei genitori nell’attività scolastica?

Il progetto “Scuola di Titù” è stato fortemente voluto da alcune famiglie del nostro territorio, che provenivano dall’esperienza Waldorf “classica” e sentivano il bisogno di allargare gli orizzonti della comunità scolastica  tramite un approccio più libertario, meno dogmatico, dove le famiglie potessero veramente essere partner educativi della scuola.

Il pensiero che stava alla base dell’iniziativa è che se c’è trasparenza, apertura, sincera stima e collaborazione, capacità di affrontare i conflitti in modo dignitoso per ogni individuo, i bambini cresceranno senz’altro più completi e più sicuri di sé.

I genitori della scuola di Titù sostengono economicamente ed attivamente la scuola e il suo sviluppo.

Si cerca di adottare il principio per cui «ognuno è uno e non uno dei tanti», per cui la scuola è fatta per il bambino e non il bambino per la scuola, e per cui acquista un significato particolare l’elemento della libertà e della veracità nelle relazioni fra gli individui.

Lo scambio e la collaborazione tra genitori e insegnanti è fondamentale a livello pedagogico: l’esperienza ci ha insegnato che se c’è una buona collaborazione ne risente positivamente prima di tutto l’apprendimento e la sicurezza con cui il bambino cresce.